Mitologia su mayurasana

Le Pleiadi sono formate da sei celesti sorelle, ciascuna le quali, per grazia di Shiva, hanno un figlio identico. Quando Parvati scoprì i sei ragazzi, li tenne sotto la propria cura e li amò con tutto il cuore. Ma il suo amore fu talmente grande che nello stringerli a sé li trasformò in un un bambino grande con sei teste. E’ conosciuto con diversi nomi, tra cui Kartikeya (figlio delle Pleiadi, che fu chiamato Kritika), e Shanmukh, che significa “sei teste in uno”. Quando ebbe pochi mesi, Kartikeya fu il più feroce combattente e come mezzo di trasporto scelse un elegante pavone perchè anche loro sono dei feroci combattenti: sono gli unici nemici dei cobra capaci di ucciderli, poi, dopo averli mangiati con tutto il loro veleno, diventano più belli e aggraziati. Accadde che, prima della nascita di Kartikeya, il re dei demoni ebbe terminato la sua penitenza di mille anni ordinata da Brahma, così da poter chiedere un desiderio.  Quando il demone chiese di essere immortale, Brahma rispose “non ha senso! Perchè chiunque nasca deve morire. Quindi chiedimi un altro desiderio”.  Così il demone, intelligentemente, e tenendo presente la lunga assenza di Shiva da Parvati, chiese a Brahma che solo lui potesse uccidere Kartikeya, in quanto sembra improbabile che Shiva abbia mai avuto un figlio. E Brahma acconsentì al desiderio. Adesso il demone si sentì così potente da cacciare tutti gli Dei fuori dal paradiso. Fu demolito il palazzo e gli Dei divennero molto scossi dall’accaduto. Gli Dei notarono che Kartikeya cresceva velocemente, anche come abilità e intelligenza, così supplicarono Shiva di permettere a Kartikeya di condurre una guerra contro il demone. Così, , in sella al suo pavone, Kartikeya, portò in mano un arma degli Dei e Semidei nella guerra per vincere il ritorno al loro legittimo posto in paradiso. Il demone derise alla vista del bambino Kartikeya e gli urlò contro “ hai coraggio abbastanza per sfidarmi piccolo bambino? Vai a giocare alla guerra con i giocattoli e stai altrove!” Ma, a questo punto, Kartikeya e gli Dei attaccarono i demoni.  Durante la battaglia qualcuno colpì Kartikeya, unico che avrebbe potuto uccidere il demone. Ma, dopo una lunga battaglia, Kartikeya vinse e gli Dei poterono tornare in paradiso. Piume, coraggio e fede Il pavone di Kartikeya fu una scelta nobile come oggetto di trasporto o vahana in sanscrito. Come il Dio presiede le guerre, Kartikeya aveva bisogno di un destriero forte e luminoso. Conosciamo bene la sua regale qualità ma ci sorprende la sua ferocia. Essendo unico nemico del cobra, il pavone è capace di terrorizzare e di colpire il cuore del cobra al contrario degli altri animali. Siccome il pavone sconfigge il cobra, il pavone è paragonato come la vittoria sulla morte, così Kartikeya va a cavallo sul pavone durante la battaglia. Il pavone non è solo un simbolo del coraggio, ma anche la fedeltà come qualità di luce. Quando un compagno del pavone muore, lui rimane solo per il resto della sua vita. E siccome lui cammina sulla terra con atteggiamento coraggioso ed elegante, così lo yogi lo guarda come rappresentanza della qualità luminosità o sattva guna. Il pavone non ha nè le qualità del tamas guna ( pesantezza ed inerzia), nè raja guna ( vigore impulsività). Conduce la sua vita con regolarità e serenità. Ma abbiamo anche Pincha Mayurasana, posizione della piuma del pavone: quando il vento prende la piuma, sale su in alto dentro l’aria, e noi mimiamo la stessa leggerezza nel fare l’asana. Il pavone, nella mitologia yogica, è strettamente legato con Krishna perchè indossa una piuma di pavone tra i capelli. La foresta di Vrindavan, dove è nato, è piena di pavoni.  La danza del pavone è stata paragonata alla danza di Krishna con le ragazze di Vrindavan che rappresentano le anime che si arrendono a Krishna come la personificazione dell’amore divino. E allo stesso modo, la pratica di Pincha ma soprattutto di Mayurasana, esprime il desiderio dello yogi di connettersi con il divino in una danza di compassione.   digestione del veleno Il beneficio fisico di Mayurasana sembra essere la perfezione delle abilità digestive, come l’abilità del pavone nel digerire il veleno del cobra: il pavone può prendere il veleno, assimilarlo e rimanere bello. Noi abbiamo molti veleni da digerire e non solo inerenti il cibo, ma anche durante la nostra vita quotidiana. Quindi la pratica di Mayurasana ci aiuta a digerire ed elaborare il veleno che potrebbe contaminare il nostro apparato digerente e, attraverso al percezione, di trasformare la negatività che ci circonda in qualcosa di positivo. Queste ed altre informazioni sulla anatomia delle posizioni le trovate sul mio libro “ashtanga Yoga Prima Serie Analisi Anatomica della Pratica e Led Class” ed. Youcanprint Cristina de Marchis Iscriviti alla newsletter Iscriviti Ti sei iscritto correttamente. Ops! Qualcosa è andato storto riprova.