La moda del momento si chiama ginnastica ipopressiva, la quale si esplicita in una tecnica pressoria sull’addome mediante respirazione. Mantenendo una data postura, si respira profondamente tre volte per poi passare all’apnea respiratoria tenuta per circa dieci secondi. Con questa pratica, tramite la respirazione controllata, si va a tonificare il trasverso, dilatando la gabbia toracica dopo aver vuotato completamente i polmoni dall’aria.

Ai più attenti non sfuggirà il fatto che questo rituale respiratorio è ben conosciuto da noi Astangi, che nella nostra pratica giornaliera, in molti asana, la effettuiamo attivando l’Uddijana Bandha, ossia il muscolo trasverso addominale profondo situato subito sotto l’ombelico che permette la ritrosia interna del ventre basso verso la colonna.
Il trasverso, l’Uddijana Bandha, il Dorsale ed i muscoli della gabbia toracica stabilizzano la colonna, portano verso l’alto il perineo e quindi si diminuirà la pressione degli organi verso l’esterno.
Questa respirazione aiuta lo scorrimento del flusso sanguigno verso l’alto contrastando l’effetto gravità. In particolare, il diaframma, che è una cupola che separa il torace dall’addome, rappresenta un ostacolo a tale flusso. Se il diaframma non è molto elastico non riuscirà ad espandersi propriamente e farà effetto diga, impedendo lo scorrimento sanguigno in l’alto. In questo modo aumenterà la presenza di sangue nell’addome e negli arti inferiori, portando al prolasso verso l’esterno gli organi interni (cosa da evitare).

I più competenti Astangi diranno: ma questo è l’Uddijana Kriya, al secolo, per l’appunto la attuale ginnastica ipopressiva. Quindi per noi Yogi nulla di nuovo sotto il sole.
Ma andiamo ad esplicitare l’Uddijana Kriya nelle diverse versioni e posizioni:
- in posizione seduta (con il Loto o senza), ovvero in piedi, testa allineata con la colonna dritta ed estesa con spalle rilassate;
- in posizione a terra con spalle sul tappetino con gambe piegate e piante dei piedi in appoggio a terra;
- in posizione in piedi con gambe leggermente piegate, mani poggiate orizzontalmente sulle gambe appena sotto l’Inguine, con le dita rivolte internamente, palmi sulle cosce con pollici in opposizione e busto leggermente piegato in avanti. Le mani spingono contro le cosce per raddrizzare la colonna. Lo sguardo va in direzione delle gambe mantenendo quindi l’allineamento della testa con la colonna.

In una delle sopra citate posizioni, dopo una profonda inspirazione, si esegue una espirazione lunga per rilasciare tutta l’aria inalata per poi trattenere il respiro. In questo momento si deve dilatare il torace e portare l’ombelico verso l’interno.
Questa tecnica è la stessa impiegata nella ginnastica ipopressiva ed è utile a uomini ed a donne per mantenere la pancia piatta e tonica, costruendo così un ottimo muro di contenimento e di sostegno per gli organi interni, rinforzando la muscolatura del pavimento pelvico.
Cristina De Marchis